sabato 12 luglio 2008

Aspettative

Ho cominciato da diverso tempo a non dai mai dare niente di scontato.
Questo mi porta anche ad essere molto premuroso, e alle volte forse anche molto pesante.
Appensantisco i rapporti di aspettative. Ma l'entusiasmo e la passione, l'amicizia e l'amore mi porta anche a far questo.
Può sembrare un controsenso, non dai niente di scontato, quindi non dovresti aspettarti dagli altri niente di più di...nulla.
E invece... eccomi qua con un rivolo di delusione che mi esce dal cuore e sfocia in queste righe scritte di getto.

sabato 5 luglio 2008

E così sia

Sarebbe splendido
Amare veramente
Riuscire a farcela
E non pentirsi mai
Non è impossibile pensare un altro mondo
Durante notti di paura e di dolore
Assomigliare a lucertole nel sole
Amare come Dio
Usarne le parole
Sarebbe comodo
Andarsene per sempre
Andarsene da qui
Andarsene così.


Baustelle

mercoledì 2 luglio 2008

Sabbie mobili

Demoni e meraviglie
Venti e maree
S’è ritirato già il mare in lontananza
E tu
Come alga dolcemente dal vento accarezzata
Nelle sabbie del letto ti agiti sognando
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Il mare s’è ritirato già in lontananza
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde x farmi annegare


Jaques Prevert

martedì 1 luglio 2008

Il bacio sulla bocca

Bella,
che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro.

Ti sembra tutto visto tutto già fatto
tutto quell'avvenire già avvenuto
scritto, corretto e interpretato
da altri meglio che da te.

Bella,
non ho mica vent'anni
ne ho molti di meno
e questo vuol dire (capirai)
responsabilità
perciò…

Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia
abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare.

Stancami
e parlami
abbracciami
guarda dietro le mie spalle
poi racconta
e spiegami
tutto questo tempo nuovo
che arriva con te.

Mi vedi pulito pettinato
ho proprio l'aria di un campo rifiorito
e tu sei il genio scaltro della bellezza
che il tempo non sfiora
ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi
sul ciglio del prato di cicale
con l'orchestra che suona fili d'erba
e fisarmoniche
(ti dico).

Bella,
che ci importa del mondo.

Stancami
e parlami
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
poi perdonami
sorridi
guarda questo tempo
che arriva con te
guarda quanto tempo
arriva con te.



Ivano Fossati

lunedì 30 giugno 2008

Io vedo...

"io vedo nel tuo cuore, tu non mi ami, è il mio destino... tutti vengono da me, ma nessuno ha amore da darmi"

Circe a Ulisse

sabato 28 giugno 2008

Quel che dissero i cinquant'anni

Quando ero giovane erano i vecchi i miei maestri.
Lasciai fuoco per forma fino a spegnermi.
Soffrivo come un metallo che fosse forgiato.
Andavo a scuola dai vecchi per imparare il passato.

Ora che sono vecchio ho per maestri i giovani.
Quel che non può modellarsi deve essere infranto o piegato.
Lezioni mi torturano che riaprono antiche suture.
Vado a scuola dai giovani per imparare il futuro.


Robert Frost

venerdì 27 giugno 2008

Le parole che non ti ho detto

Le parole che non ti ho detto sono scritte sul palmo della mia mano, sono nascoste nei cassetti della mia scrivania, fra vecchi contratti e fasci di foto sparse, così che nemmeno io possa vederle, a meno di non volerle andare a cercare a tutti i costi.Sono piccoli intervalli di tempo fra occupazioni banali e quotidiane, brevi respiri tra un'apnea e l'altra. Nessuno può ascoltarle, le parole che non ti ho detto, perchè non amano il rumore e la luce forte, si ritraggono veloci e silenziose come gatti. Sono pazienti, le mie parole: sanno aspettare molto più di me, molto più di me sono misurate e tolleranti, il tempo per loro scorre come un pacifico fluido denso che non ha fretta di precipitare. Non amano la notorietà, perchè non pensano che aggiungerebbe loro valore: anzi, forse uscire allo scoperto le farebbe raggrinzire come la pelle di una vecchia signora. Si nutrono di silenzio e buio, re ed identificare: lasciano spazio alla fantasia, le parole che non ti ho detto. Si può pensare quel che si vuole, di loro, senza paura di venire smentiti.Se ne stanno lì, attente e delicate, come una melodia di sottofondo: occasionalmente salgono di tono, perchè non son stupide, sanno perfettamente di essere importanti e si divertono a ricordarlo quando uno meno se lo aspetta. Ma poi ritornano da dove erano venute. E non dipende da me, non c'è nulla che io possa fare, non posso nè spingerle a rivelarsi nè metterle a tacere, fanno tutto da sole: io mi limito ad assistere. Piuttosto impotente, aggiungerei.Me le sento addosso come una guaina trasparente, un guanto di lattice: sottili e calde, non mi limitano nei movimenti e tuttavia ci sono, a volte anche un po' opprimenti.Ogni tanto cerco di forzarle, di prendere in mano la situazione e costringerle a mostrarsi: ma loro si ribellano, per confondermi le idee mi mandano in avanscoperta altre parole che gli somigliano ma non sono loro. E mentre io mi faccio fregare loro se ne vanno ancora più a fondo, giù in abissi dove la pressione è troppo forte perchè io possa avere il coraggio di andarle a scovare. Allora capisco che ho molto da imparare da queste parole, dalla loro saggezza, dal loro senso dell'opportunità. Allora capisco che nemmeno io le comprendo e le conosco veramente, le parole che non ti ho detto: che devo lasciarle fare perchè io non son capace veramente, devo lasciar decidere a loro cosa dire, come e quando, perchè in certi momenti non si è in grado di decidere alcunchè. E magari è pure bene che ogni tanto arrivino, momenti così. Le parole che non ti ho detto mi aspettano ad un varco che osservo da lontano, e si limitano a questo, aspettarmi: non mi chiamano, non si sbracciano per attirare la mia attenzione, tanto sanno di averla già, e quindi si risparmiano la fatica e l'umiliazione. Ed io in fondo sono loro grata, perchè non mi forzano la mano, non mi stanno col fiato sul collo: io so che sono là, pronte anche a scomparire, se capiranno di non essere necessarie. Si stanno sacrificando per me, le parole che non ti ho detto: ed io un giorno vorrei tanto ripagarle, per questo.

giovedì 26 giugno 2008

Quanto tempo e ancora

Non ci credevo ho detto
É lei o no
Tra tanti amici
Non ti aspettavo qui
Solita sera e
La solita tribù
Tu che mi dici
Stai sempre con i tuoi
E ti accompagnava
Un'emozione forte
E ti accompagnava ancora
La solita canzone
Na na na na na na na na na na

Ma quanto tempo e ancora
Ti fai sentire dentro
Quanto tempo e ancora
Rimbalzi tra i miei sensi
Quanto tempo e ancora
Ti metti proprio al centro
Quanto tempo e ancora
Mi viene da star male
E sento che
Se te ne vai adesso
Io potrei morire
Che se te ne vai adesso
Ancora tu l'amore
Na na na na na na
Na na na na na na
Na na na na na na

Tra tanti amici
Che sono anche i tuoi
Guardali bene
Non cambieranno mai
Saluti e baci poi
Prendi e te ne vai
Sì forse è meglio
Così non mi vedrai
Piangere poi ridere
Poi prenderti un po' in giro
Fingere davanti a tutti
Di aver dimenticato
Na na na na na na na na na na

Ma quanto tempo e ancora
Ti fai sentire dentro
Quanto tempo e ancora
Rimbalzi tra i miei sensi
Quanto tempo e ancora
Ti metti sempre al centro
Quanto tempo e ancora
Ancora tu l'amoreeee
Na na na na na na
Na na na na na

Ma quanto tempo e ancora
Ti fai sentire dentro
Quanto tempo e ancora
Rimbalzi tra i miei sensi
Quanto tempo e ancora
Ti metti sempre al centro
Quanto tempo e ancora
Ancora tu l'amore
Na na na na na na


Biagio Antonacci

martedì 24 giugno 2008

La solitudine

Da sempre, quando si parla di solitudine, si tende a dare a questo vocabolo un'accezione estremamente negativa, intendendo per solitudine la mancanza di rapporti umani che ti riempiano l'esistenza, o meglio il non avere persone attorno con cui trascorrere le giornate ed analogamente il sentirsi soli ha da sempre nell'immaginario collettivo un colore cupo e triste, infonde un senso di tristezza. Ma il mio punto di vista a riguardo è nettamente diverso, la solitudine non è qualcosa che proviamo in un determinato momento, non è quel sentimento di vuoto provocato dalla mancanza degli altri, la solitudine è qualcosa che è dentro di noi, fa parte di noi, è la voce di quel punto profondo, all'interno di noi stessi, cui nessuno può accedere se non il nostro io, è quel punto profondissimo del nostro animo fatto di silenzio assoluto, un silenzio ben diverso dall'assenza di rumore, un silenzio con cui imparare a convivere e confrontarsi vuol dire trovare serenità, accettarsi, capirsi.

domenica 22 giugno 2008

Mi sono innamorato di te

Mi sono innamorato di te
perchè non avevo niente da fare,
il giorno volevo qualcuno da incontrare,
la notte volevo qualcosa da sognare.
Mi sono innamorato di te
perchè non potevo più stare solo,
il giorno volevo parlare dei miei sogni,
la notte parlare d'amore
Ed ora che avrei mille cose da fare
io sento i miei sogni svanire
ma non so più pensare
a nient'altro che a te.
Mi sono innamorato di te
e adesso non so neppur io cosa fare,
il giorno mi pento d'averti incontrato,
la notte ti vengo a cercare.
la notte ti vengo a cercare.


Luigi Tenco