venerdì 16 maggio 2008

Vorrei incontrarti fra cent'anni

Vorrei incontrarti fra cent'anni
Tu pensa al mondo fra cent'anni
Ritroverò i tuoi occhi neri
Tra milioni di occhi neri
Saran belli più di ieri
Vorrei incontrarti fra cent'anni
Rosa rossa tra le mie mani
Dolce profumo nelle notti
Abbracciata al mio cuscino
Starò sveglio per guardarti
Nella luce del mattino


Oh questo amore
Più ci consuma
Più ci avvicina
Oh questo amore
È un faro che brilla...

Vorrei incontrarti fra cent'anni
Combatterò dalla tua parte
Perché tale è il mio amore
Che per il tuo bene
Sopporterei ogni male
Vorrei incontrarti fra cent'anni
Come un gabbiano volerò
Sarò felice in mezzo al vento
Perché amo e sono amato
Da te che non puoi cancellarmi
E cancellarti non posso

Io voglio amarti voglio averti
Dirti quel che sento
Abbandonare la mia anima
Chiusa dentro nel tuo petto
Chiudi gli occhi dolcemente
E non ti preoccupare
Entra nel mio cuore
Lasciati andare


Oh questo amore
Più ci consuma
Più ci avvicina
Oh questo amore
È un faro che brilla
In mezzo alla tempesta
In mezzo alla tempesta
Senza aver paura mai...

Vorrei incontrarti fra cent'anni
Tu pensa al mondo fra cent'anni
Ritroverò i tuoi occhi neri
Tra milioni di occhi neri
Saran belli più di ieri

mercoledì 14 maggio 2008

Le nostre stagioni

Per paura che troppo facilmente
ti conosca, tu giochi con me.
Per nascondere le tue lacrime,
mi accechi con scoppi di riso.
Conosco, conosco la tua arte.
Non dici mai le parole che vorresti.
Per paura che io non ti apprezzi
mi eludi in mille modi.
Per paura che ti confonda
con la folla, ti metti in disparte.
Conosco, conosco la tua arte.
Non cammini mai per la strada che vorresti.
Tu chiedi più di tutti gli altri,
per questo sei silenziosa.
Poi con scherzosa indifferenza
rifiuti tutti i miei doni.
Conosco, conosco la tua arte.
Tu non accetti mai ciò che vorresti.


Tagore

lunedì 12 maggio 2008

Vieni qui

Almeno adesso che
siamo seduti qui
perché non mi racconti
cosa non va per te
perché non resti qui
…Non hai tempo mai
perché non ti fermi
dimmi dove vai

Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!

So che non è così
quello che avevi in testa
non ci puoi fare niente
la vita non si ferma
perché non pensi che
ora che sei con me
se anche non ti ricordi
se anche non sai perché

Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!

GUARDAMI
Non potrai mai trovare un altro come me
sarà difficile perfino anche per te
che hai sempre avuto tutto
tutto facile

Almeno adesso che
siamo seduti qui
perché non me lo dici
quello che vuoi da me
cosa vorresti che
cosa vorresti se
se tu potessi avere
tutto quello che c’è

Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!

GUARDAMI
Non potrai mai trovare un altro come me
sarà difficile perfino anche per te
che hai sempre avuto tutto
tutto facile

GUARDAMI
Non potrai mai trovare un altro come me
sarà difficile perfino anche per te
che hai sempre avuto tutto
tutto facile

Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!
Vieni qui! Vieni qui!


Vasco Rossi

Il senso della mia vita

Non riesco a spiegarmi il perchè ho veramente perso la testa per te...
Quando siamo insieme e ti guardo vedo il bello della vita,
mi fai sentire un uomo completo in tutto e per tutto.
Mi fai ricredere sul senso della mia vita,
che ormai credevo inutile...
Grazie stellina

sabato 10 maggio 2008

Questione di feeling

Cantiamo insieme in libertà
lasciando andar la voce dove và
così per scherzo tra di noi
inizia pure, vai
sai, la melodia che canterei
sarebbe quasi un po' così
così, aprendo l'anima così
lasciando uscire quello che
ognuno ha dentro,
che per miracolo adesso
sembra persino più sincero
nel cantare, nel cantare insieme
ah ah ah, ah...
questione di feeling,
ah, ah ah ah,
questione di feeling, solo di feeling
così per scherzo fra di noi
improvvisando un po'
la sera arriva,
il giorno piano, piano se ne va'
ma se canti resta là
ah ah ah, ah...
questione di feeling,
ah, ah ah ah,
questione di feeling, solo di feeling
aprendo l'anima così
lasciando uscire quello che
questione di feeling,
lasciando emergere in noi
spontaneamente quel che c'e'
ah, ah, ah, ah, ah...
ah, ah ah ah,
ah ah ah, ah...
ah, ah ah ah,
ah ah ah, ah...
questione di feeling, solo di feeling.


Mina & Riccardo Cocciante

venerdì 9 maggio 2008

Incontrarsi e passar oltre


Mentre scendevo il colle lungo il muro
c’era un cancello al quale mi ero accostato
per guardare, ed appena me n’ero voltato
che ti vidi salire. C’incontrammo.
Ma tutto quel che facemmo quel giorno fu confondere
grandi e piccole orme sulla polvere estiva, come
a figurare il nostro essere meno di due
ma sempre più che uno.
Il tuo parasole separò il decimale puntandosi profondo.
E per il tempo che parlammo tu sembravi
sorridere a qualcosa che osservavi
nella polvere(oh, senza pregiudizio per me!).
Dopo andai oltre il cammino che avevi compiuto
prima che ci incontrassimo, e tu oltre il mio.


Robert Frost

giovedì 8 maggio 2008

Dopo di te...

Dopo di te il rosso non è più rosso, l'azzurro del cielo non è più azzurro,
gli alberi non sono più verdi.
Dopo di te devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi.
Dopo di te rimpiango anche il dolore che ci faceva timidi e clandestini,
rimpiango le attese, le rinunce, i messaggi cifrati,
i nostri sguardi rubati in mezzo ad un mondo di ciechi, che non volevo vedere,
perché non volevano vedere, perché se avessereo visto saremmo stati la loro vergogna, il loro odio, la loro crudeltà
Rimpiango di non avere ancora avuto il coraggio di chiederti perdono.
Per questo non posso più guardare dentro la tua finestra.
Era lì che ti vedevo sempre quando ancora non sapevo il tuo nome
e tu sognavi un mondo migliore in cui non si può proibire ad un albero
di essere albero e all'azzurro di diventare cielo.
Non so se questo modo è migliore ora che nessuno mi chiama più Davide,
ora che mi sento chiamare solo signor Veroli, come posso dire che questo mondo
è un mondo migliore, come posso dirlo senza te?



Tratto da:
La finestra di fronte
Ferzan Ozpetek

mercoledì 7 maggio 2008

Il piacere

"Avere un pensiero unico, assiduo, di tutte le ore, di tutti gli attimi.....non concepire altra felicità che quella sovrumana, irraggiata dalla sola tua presenza sull'essere mio. .vivere tutto il giorno nell'aspettazione inquieta, furiosa, terribile del momento in cui ti rivedrò.. nutrire l'immagine delle tue carezze, quando sei partita, e di nuovo possederti in un'ombra quasi creata. .sentirti quando io dormo, sentirti sul mio cuore viva, reale, palpabile, mescolata al mio sangue, mescolata alla mia vita...E credere in te soltanto, giurare in te soltanto, riporre in te soltanto la mia fede,l a mia forza, il mio orgoglio, tutto il mio mondo, tutto quel che so e tutto quel che spero.."

Gabriele D'Annunzio

domenica 4 maggio 2008

La notte...

La notte è il periodo del giorno che preferisco. Amo l’intimità che mi concede. Mi permette di essere me stesso, mentre immagino che tutto il resto del mondo stia riposando e magari sognando.
Sono solo io, con i miei pensieri e i miei bisogni e le mie malinconie; io con il silenzio che mi circonda. Io e i desideri che camminano al passo dei rimpianti.
Ciò che è passato rimane negli archivi dei ricordi, solo lì puoi riaverlo, andandolo a sfogliare con nostalgia.
Mi rimangono brevi flashbacks di quello che è andato e che non ritornerà.
La notte posso guardare quello che è stato da altri punti di vista.
Ciò che è passato rimane negli archivi dei ricordi, solo lì puoi riaverlo, andandolo a sfogliare con nostalgia.
Ma se è vero che il passato non ritorna, il futuro spesso ci dà la possibilità di rivivere le cose non commettendo gli stessi errori.
E' come scrivere un racconto, un romanzo di getto, sai da dove cominciare
ma non sai mai dove andrai a parare, ti lanci con la foga di chi ha bisogno di credere nei sogni, quelli che sono certi che prima o poi il miracolo si concretizzi. Ma i miracoli sono rari, e i sogni servono spesso a sminuire quello che abbiamo nelle nostre mani che sembrano sempre troppo vuote...
Facciamo scelte che sembrano giustissime ma che poi non riusciamo proprio a comprendere...

sabato 3 maggio 2008

Non posso...


Non posso essere niente
e non posso essere tutto:
sono il ponte di passaggio
fra ciò che non ho
e ciò che non voglio.


F. Pessoa